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MONTECARLO, 29 agosto 2008 - E' lo Zenit San Pietroburgo la prima squadra russa ad alzare la Supercoppa Europea. Allo stadio Luis II di Montecarlo, i vincitori dell'ultima coppa Uefa superano i campioni d'Europa del Manchester Utd per 2-1. Un risultato ampiamente meritato dalla formazione di Advocaat, che solo nel finale soffre la reazione degli inglesi. Nove anni dopo la sconfitta con la Lazio, la Supercoppa è di nuovo amara per sir Alex Ferguson: il tecnico scozzese, almeno per ora, non passerà alla storia per essere il primo allenatore a vincere questo trofeo per tre volte. REALTA' EUROPEA - Claudio Ranieri e la sua Juventus non avevano certo bisogno di questa serata per scoprire la pericolosità dello Zenit: già nella scorsa stagione, il cammino in coppa Uefa della squadra di Advocaat aveva impressionato. Ricordate tutti come finì a maggio: Bayern umiliato in semifinale, Rangers surclassati in finale. E non tragga in inganno la deludente posizione in classifica in campionato (dopo 19 giornate, lo Zenit è attualmente 6° a -11 dalla capolista Rubin Kazan): è dovuta a qualche problema di gestione dello spogliatoio, come nel caso di Arshavin, e al fatto che il calcio russo offre ormai almeno una decina di squadre competitive. Ed è ovvio che la nazionale di Hiddink, come ha dimostrato all'Europeo, tenga il passo delle grandi. PERICOLI DALLE FASCE - Sarà perché manca Cristiano Ronaldo, sarà perché in Premier League siamo solo prossimi alla terza giornata, sarà perché Advocaat predica un calcio veloce e aggressivo: fatto sta che il Manchester Utd del primo tempo è un mezzo disastro. Rooney, non in perfette condizioni, è lento e spreca l'unica palla buona, costruita da un Tevez che, invece, si fa apprezzare per corsa e idee. Nani fa solo confusione, mentre Fletcher, Anderson e Scholes faticano a tenere i ritmi di Denisov, Tymoschuk e Zyrianov a centrocampo. E se Ferdinand e Vidic non mettessero ogni volta una pezza, gli scatenati Danny, Dominguez e Pogrebnyak farebbero festa nell'area inglese. Un chiaro punto di forza di questo Zenit è la fascia destra, perché Anyukov (ricordate le sue volate a Euro 2008?) crea costantemente la superiorità numerica e sforna un cross dietro l'altro. Evra non ci capisce nulla e solo un po' meglio di lui, sul lato opposto, fa il rientrante Gary Neville. LA RIVINCITA DI PAVEL - Proprio mentre lo United pregusta già il quarto d'ora d'intervallo per riordinare le idee, viene colpito: Dominguez calcia dalla bandierina, Denisov va sul primo palo per la sponda aerea che Pogrebnyak schiaccia in rete di testa. E' l'1-0 ed è bello che il gol lo segni proprio Pavel Pogrebnyak, costretto a saltare prima la finale di coppa Uefa (sciocco cartellino giallo rimediato a semifinale già vinta) e poi l'Europeo, stavolta per infortunio. Al rientro dagli spogliatoi, in campo per lo Zenit c'è anche Arshavin, che Advocaat "punisce" spesso e volentieri con buone dosi di panchina e tribuna, vista la volontà del giocatore di lasciare il club. DANNY E VIDIC - Per il raddoppio è solo questione di minuti. Arshavin semina il panico fino al 15', quando il palcoscenico se lo prende Danny: il portoghese, appena acquistato dalla Dinamo Mosca, giustifica con una splendida azione personale i 30 milioni spesi per portarlo a San Pietroburgo e segna il 2-0, facendosi beffe di Ferdinand. Sembra finita, ma il cuore dei campioni d'Europa non va sottovalutato. Tevez suona la carica, l'ingresso di Park e O'Shea cambia la gara e poco prima della mezz'ora arriva l'1-2: cross di Rooney, Tevez appoggia per Vidic che indovina l'angolo giusto. C'è tempo per l'assalto finale dei Red Devils, che ci provano con tutto quello che hanno. Fin troppo: Scholes segna di mano al 90' e si prende la seconda ammonizione. Un finale ancora più triste per lo United: la festa, a Montecarlo, stasera è tutta russa.
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